Le voci del territorio

COSA SUCCEDERÀ QUESTO INVERNO DOPO LE ONDATE DI CALORE ESTIVE?

di Sonia Rodolfo

E’ una domanda affiorata nella mente sicuramente di tante persone: il caldo proseguirà in forma certo contenuta e lieve anche nei mesi invernali o ci sarà un regolare contrapposto di intensità alla calura estiva con un inverno freddissimo, tanta neve e ghiaccio in tutta Europa? Gli scienziati della meteorologia ancora non hanno espresso previsioni sui mezzi di comunicazione e cosa avverrà d’inverno a seguito dei cambiamenti climatici in atto, ancora davvero non sappiamo. Nella prima settimana d’Agosto il picco di calura ha contrassegnato con il “bollino rosso” ben 18 città italiane, situate in zone settentrionali, e poi si è leggermente attenuato portandole a 11, mentre nella vicina penisola iberica e a sud del Portogallo negli stessi giorni le temperature hanno raggiunto i 50 gradi, battendo il record di caldo registrato in Europa da circa 41 anni. Come si sa, a soffrire maggiormente di questa situazione sono stati gli anziani , i bambini e i malati cronici. Il caldo eccessivo ha provocato negli ospedali molti ricoveri per malore ed anche degenze prolungate per non esporre, all’insidia dell’afa e del forte tasso d’umidità imperante, chi è in stato di convalescenza. I colpi di calore nei mesi scorsi hanno colpito non solo gli anziani, ma anche giovani ragazzi che non hanno retto allo stress termico che stavano subendo stando, forse senza precauzioni, sempre al sole. E questa situazione di grande calore ha anche un’ altra temibile insidia: il fuoco, che provoca incendi anche in zone dove normalmente non avvenivano, come la Siberia e straordinariamente quest’anno anche nelle zone del Circolo Polare Artico. E nelle zone riarse dagli incendi, spesso subito dopo le fiamme, avvengono torrenziali temporali, simili a nubifragi, provocati certo anche dall’ascesa in cielo di tanta aria umida riscaldata, eventi che provocano inondazioni, smottamenti e frane, dove il terreno è rimasto per il fuoco senza vegetazione, con ulteriori gravi danni a persone ed abitazioni. E da ultimo, queste ondate di calore hanno fatto registrare anche un notevole aumento dei consumi elettrici per l’uso di tanti condizionatori, con danno ambientale e danni ai portafogli delle persone che ne hanno fatto ricorso. Quindi ognuno di noi adesso ha ben percepito cosa vogliono dire i termini “cambiamenti climatici” e i disagi che ne derivano, sia sulla vita delle persone e sia per l’ambiente dove si vive, anche perché le capacità previsionali dei Tecnici Meteorologi oggi non riescono più ad essere precise, soprattutto nell’entità della forza distruttiva che può colpire un territorio e nell’irregolarità del succedersi di imprevedibili eventi estremi con molta pioggia e forti grandinate. Infatti in agricoltura si registrano raccolti dal volume di molto inferiore rispetto ad anni addietro: l’intera Germania, ad esempio, è in grave difficoltà per la resa assai bassa dell’agricoltura di quest’anno. Ed anche il nostro mare è in sofferenza: le rilevazioni dell’Arpal, qui in Liguria davanti a Capo Mele, in provincia di Savona, tra Laigueglia e Andora, hanno segnato una temperatura da Mar dei Caraibi, di 28,8 gradi. E questa nuova condizione dell’acqua ha comportato l’arrivo nel Mediterraneo Settentrionale di nuovi pesci come i Barracuda e la terribile “Donzella Pavona”, arrivi che hanno sicuramente determinato sconvolgimenti nell’habitat marino normale. Insomma, abbiamo avuto, dunque, non poche prove in primavera e d’estate che il clima è davvero cambiato. E adesso cosa succederà? Sicuramente attenderemo con più interesse del solito le previsioni degli esperti di settore.

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