Le voci del territorio Levanto

COME SI FA UN VIGNETO? INTERVISTA AD UN VITICOLTORE DOC

di Sonia Rodolfo 

Certamente l’umanità intera deve molto moltissimo alla pianta della vite che da sempre ha offerto alla gente momenti di emozione, di sensazioni di gioia e soddisfazione, di tante risate in lunghe ore di compagnia e talvolta anche di conforto nei momenti tristi. La pianta dell’uva appartiene alla famiglia delle “vitacee” tra le cui molteplici specie, primeggiano la specie europea (vitis vinifera) e quella americana. Per produrre il vino si coltiva la specie europea, mentre la specie americana produce frutti più aspri che, secondo la normativa italiana, non possono essere utilizzati per la produzione del vino, ma solo possono servire come portainnesto. La specie europea dà origine a un numero elevato di varietà, circa un migliaio, caratterizzate dal luogo in cui la pianta cresce, dalle qualità del terreno, del clima e degli innesti.  MA COME SI FA UN VIGNETO? Questa domanda l’abbiamo rivolta a Marcello Schiaffino, ex Sindaco di Levanto ed appassionato viticultore part-time. La sua famiglia, residente ora a Montale ed originaria della Casella nella zona sopra alla Galleria del Monte Persico, in località Brazzo nel passato per più generazioni ha sempre coltivato vigneti, oggi rinnovati ed attivi. La ringrazio moltissimo per la sua gentile adesione alla nostra richiesta di informazioni su questo argomento, poiché sono stata presa, in questo tempo di vendemmie, dalla necessità di saperne di più sui vigneti e sulla loro manutenzione,pensando così di dar modo anche a tanti lettori ignari sul tema di conoscere come si coltiva la pianta della vite per produrre tanta ottima uva e fare buoni vini.

Come si inizia un vigneto: con semi, talee, o piantine già sviluppate?

Innanzi tutto bisogna ripulire bene il terreno, facendolo analizzare per conoscerne le sue caratteristiche qualitative e poi fare un’utile ed appropriata concimazione, e spargendo in solchi profondi 70/80 centimetri, molta calce che lo arricchisce dell’elemento essenziale, il calcio, nelle nostre zone carente. Naturalmente questo trattamento lo si fa lungo i filari, già prestabiliti, dove poi le piantine, chiamate “Barbatelle” verranno posizionate alla distanza di 70/80 cm. l’una dall’altra. Le piante danno subito segni di vitalità generando alcuni tralci che per un anno si lasciano vegetare spontaneamente. L’anno dopo in inverno, si fa la prima potatura, scegliendo di mantenere il tralcio più bello e forte, lasciando su di esso due gemme. Nell’inverno del II° anno di vita. potando si sceglie ancora il tralcio più bello generato dalle due gemme e questo lo si fa anche nel III° anno di vita, lasciando qualche gemma in più. Il IV°anno è quello della prima produzione d’uva e già in inverno si piega il tralcio sul filare fissandolo non con legacci plastici, ma usando rami di ginestra o di salice che si prestano molto bene a questo servizio. La potatura della vite non è banale – dice sorridendo Marcello Schiaffino – me l’ha insegnata mio papà Angelo viticultore da sempre ed il mio vicino di vigneto, Orlando Lerici, che oggi purtroppo ora non c’è più e che ricordo con riconoscenza. Solo al IV° anno del mio lavoro, da lui sempre ben ispezionato, mi ha detto: “Ova ghe scimmu” (ora ci siamo), dandomi così la sensazione d’aver finalmente imparato. Ora mi aiuta nei due vigneti di famiglia mio fratello Flavio”.

Le potature sono finite all’arrivo dell’estate?

“No, si deve fare ancora la “potatura verde” che si fa in due fasi, la prima ad Aprile togliendo i germogli inutili dal tronco e poi più avanti, a fine Giugno inizio Luglio, con la spuntatura dei tralci in produzione.. Il resto del gran lavoro di cui ha bisogno la vigna impegna con assidua continuità e fatica da Marzo fino a Luglio.”

– Quali sono i pericoli che incontrano le piante di viti?

“Essenzialmente sono due, intese come malattie, oltre a quelli prodotti da eventuali effetti di maltempo come le grandinate. Le malattie da fugare sono: l’oidio e la peronospora e si combattono la prima con prodotti a base di zolfo e la peronospora con prodotti a base di rame. Si devono fare trattamenti regolari ogni 12/15 giorni, da inizio Aprile a fine Luglio quando finalmente l’uva va in maturazione. Inoltre se il tempo è siccitoso, come la scorsa estate, occorre fare una irrigazione di soccorso. Comunque per aiutare i coltivatori é bene dire che è disponibile, un “Servizio d’Informazione ed assistenza tecnica” fornito dal Centro CAAR della Regione Liguria dedicato all’Agricoltura (il portale è Agriluguria.net) che produce bollettini settimanali molto utili.”

– Quali sono i vitigni più diffusi?

Primeggiano nel Doc Colline di Levanto bianco il vitigno Vermentino, l’Albarola e il Bosco mentre per il doc rosso il Sangiovese ed il Ciliegiolo ai quali è possibile aggiungere altri vitigni come la Granaccia, e il Syrah ed il Merlot. In questi ultimi anni c’è anche una novità: sul Mesco, Marco Bagnasco, viticultore appassionato e l’agronomo Prof. Bartolo Lercari hanno recuperato il vitigno “U Piccabùn”, un antico vitigno pregiato della famiglia del vermentino . Ora che questo prezioso ed antico vitigno è stato recuperato, meriterebbe un rilancio produttivo per poter fare un vino nuovo di antica storia e di grande qualità.

– C’è ancora personale che viene ad aiutare nella vendemmia?

Sono tanti amici e parenti che vengono ad aiutare perché fare la vendemmia è una gran festa a coronamento di tanto lavoro e in attesa del vino che ne deriverà.

Come si è caratterizzata la vendemmia 2018?

“Direi davvero una grande annata, l’inverno è stato freddo, la primavera ha avuto piogge regolari ed abbondanti e l’estate non è stata siccitosa. Purtroppo non per tutti a Levanto, sui molti vigneti nella zona alta della collina il 21 Luglio si è abbattuta una violenta grandinata con pezzi di ghiaccio molto grossi che hanno rovinato fortemente l’uva e persino danneggiato le piantine stesse È stata stimata per noi una diminuzione della produzione di circa l’85%”.

Ci dispiace per questo infortunio e ora ancora vogliamo ringraziarla per averci fornito tante informazioni su come cresce e produce la pianta della vite.

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