Turisti a casa propria

PER UN FERRAGOSTO AL FRESCO E LONTANO DAL CAOS: SANTO STEFANO D’AVETO

Se preferite evitare il mare il giorno di Ferragosto, per le spiagge affollate, il caldo, le code per prendere un panino, il traffico, ecc., beh allora questo articolo fa al caso vostro!

di Sara Zoppi 

Un breve itinerario escursionistico con partenza e ritorno da Santo Stefano d’Aveto, paesino di montagna d’Appennino, immerso nel Parco Naturale Regionale dell’Aveto, che si contraddistingue per i suoi sapori genuini e profumi autentici, sempre avvolto da un’aria frizzantina e stimolante. Il paese si raggiunge comodamente in auto prendendo l’autostrada fino a Chiavari per poi imboccare la strada provinciale e seguire le indicazioni per Santo Stefano d’Aveto. Una volta arrivati, prima di mettersi subito in cammino, consiglio di ricaricarsi con un pezzo di focaccia croccante e unta al punto giusto o un cestino di biscotti appena sfornati dalla Pasticceria Chiesa, nella via centrale del paese.

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L’itinerario qui proposto mette d’accordo tutti, in quanto, scegliendo due sentieri di difficoltà diversa, si raggiunge la stessa meta per un pic-nic in quota su uno dei monti più alti della Liguria, il Monte Penna (1735 m). Per intraprendere entrambi i percorsi occorre prendere da Santo Stefano la SP Foresta del Penna e in un quarto d’ora di macchina si arriva al rifugio Casermette, dove inizia il percorso che sale gradualmente verso la vetta, senza alcuna difficoltà. I camminatori più esperti ed avventurieri possono lasciare la macchina al Passo del Chiodo e intraprendere il percorso ad anello (sentiero A5 detto anche Anello del Monte Penna) che si snoda in gran parte all’interno di una splendida faggeta. Dal passo del Chiodo si arriva in poco tempo alla stretta valle denominata “la Nave”, per la sua forma caratteristica che ricorda la chiglia di un’imbarcazione. L’origine di questa conca è glaciale e in parte è stata colmata da una frana di scivolamento in roccia. Dalla Nave si inizia a salire e, superata la piccola sella che divide il Monte Pennino dal Penna, è presente un piccolo tratto attrezzato con una catena fissa, una breve ferrata per scalare il versante nord del monte, che richiede una certa prudenza e preparazione atletica.

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Una volta arrivati in cima la fatica è premiata da un panorama fantastico: nelle giornate terse, lo sguardo può spingersi fino all’arcipelago toscano, alla Corsica e all’arco alpino occidentale (Monviso, Cervino, Monte Rosa e Monte Bernina). Sulla sommità del Monte Penna trovano posto una statua dedicata alla Madonna di San Marco, protettrice delle valli del Taro e del Ceno, che ha da poco festeggiato 80 anni e una Cappelletta che, in caso di bisogno, può offrire riparo. Al suo interno sono custodite foto, scritte, dediche e nomi di persone che sono passate da lì. La discesa avviene lungo il sentiero, segnato con un quadrato e una croce gialla, che attraverso la faggeta, porta al passo  dell’Incisa, importante crocevia per i Liguri Veleiati (stanziati nel II millennio a.C. sul territorio che oggi comprende le provincie di Piacenza e Parma). Dal Passo dell’Incisa si segue la strada sterrata che conduce al Rifugio Casermette del Monte Penna.

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Per completare sia il percorso ad anello (sentiero A5) che il sentiero che parte e ritorna al Rifugio Casermette occorrono circa due ore di cammino. Per chiudere in bellezza la giornata ci si può concedere un po’ di relax nel prato antistante il rifugio, frequentato da famiglie con bambini, gruppi di ragazzi e giovani coppie. Inoltre il rifugio, aperto tutto l’anno, presenta nel menu piatti invitanti e genuini per una cena dai sapori semplici. Se non si ha ancora abbastanza della tranquillità e del panorama che il posto offre, si può trascorrere la notte in una delle 25 camere della struttura.

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Per ulteriori informazioni: 

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