Le voci del territorio

GOLETTA VERDE HA RIVELATO CHE IL MAR LIGURE È (IN PARTE) FORTEMENTE INQUINATO

di Sonia Rodolfo

Un quotidiano recentemente ha pubblicato un articolo sull’inquinamento del mare che mi ha lasciata sbalordita per quanto riguarda i dati del nostro Mar Ligure ed ho dovuto approfondire la notizia. I dati pubblicati facevano riferimento al servizio di controllo eseguito da un team d’alta levatura di tecnici e biologi con la nave Goletta Verde, un’istituzione ambientalista che da oltre trent’anni si attiva per un rigoroso monitoraggio scientifico con analisi batteriologiche delle coste di tutta Italia. 

goletta verde

Rimanendo ai dati sul Mar Ligure i controlli eseguiti nella prima decade di Giugno, hanno rivelato che su 23 località analizzate con i relativi tratti di mare, ben 14 sono state trovate con cariche batteriche elevate, soprattutto attorno alle foci di fiumi o torrenti che, attraversando lunghe tratte di territorio dai luoghi collinari o montani, arrivano al mare con un carico negativo. Di queste 14, i punti più preoccupanti sono:

  • la foce del Torrente Argentina ad Arma di Taggia(IM)
  • la foce del torrente Maremola a Pietra ligure (SV)
  • la foce del Torrente Entella tra Chiavari e Lavagna (GE)

In provincia di Imperia sui sei punti di mare monitorati, cinque sono stati trovati seriamente inquinati. In provincia di Savona due fortemente inquinati su cinque. In provincia di Genova tre i punti assai inquinati sui cinque esaminati. In provincia di La Spezia le cose vanno leggermente meglio; infatti su sette punti analizzati, tre sono quelli fortemente inquinati. Ma da cosa dipende tutto questo? Per la Riviera Ligure una delle cause rilevate è il carico turistico umano che va ad influenzare la qualità degli scarichi gravati da enorme superlavoro. La seconda causa è dovuta alla mancanza di depuratori ed anche molto spesso ad una depurazione non efficace degli impianti esistenti. In Italia il 25% della popolazione non dispone di un adeguato servizio di depurazione, infatti, su 266 campioni d’acqua analizzati, il 45% è risultato con cariche batteriche superiori ai limiti imposti dalle normative vigenti. E ahimé, la popolazione non viene informata di tale situazione, benché il nuovo Direttivo di Legge sulla Balneazione, introdotto cinque anni fa lo imponga. Poi ad aggravare la contaminazione delle acque ci sono gli spandimenti di idrocarburi e le contaminazioni sul suolo apportate da prodotti fertilizzanti che vanno ad influenzare la qualità delle acque di canali e torrenti di zona, portando la tossicità fino al mare. Anche il non corretto smaltimento degli olii esausti influisce anche sul mare, a volte creando a pelo d’acqua una patina sottile che può impedire alla flora e alla fauna subacquea di respirare normalmente. Per non parlare dei rifiuti di plastica che ormai contaminano fortemente forse tutti i mari, compreso il nostro Mediterraneo ed arriva anche in noi stessi attraverso il consumo di pesce, che ormai spesso hanno ingerito le microplastiche. Nello scorso Maggio all’Italia è stata comminata una maximulta di 25 milioni di Euro dalla Corte di Giustizia Europea per la mala depurazione delle acque reflue e nessuno ne ha parlato come era necessario per trovare soluzioni efficaci al problema. Ognuno di noi può e deve fare una più corretta gestione dei rifiuti, ma ci vuole una nuova determinante direzione operativa generale, per arrivare a qualche risultato efficace. Intanto in spiaggia, evitate di fare il bagno vicino al ruscello che si butta in mare…Spesso è con l’apporto di queste acque che l’inquinamento, sale… sale…sale!

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