Levante Ligure

ORA ESISTE IL “PIANO DI TUTELA DELL’AMBIENTE MARINO E COSTIERO”

di Guido Ghersi 

Lo scorso mese, alla Spezia, presso la sede della Provincia, la Regione Liguria ha presentato il Piano di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero (PTAMC) del litorale spezzino. All’incontro hanno partecipato il Parco delle Cinque Terre, ARPAL, l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale, la Capitaneria di Porto e alcuni comuni costieri. Il Piano è uno strumento di pianificazione che integra varie discipline nello studio del territorio costiero e che ha come finalità il miglioramento della qualità ambientale della fascia costiera, con particolare riferimento al riequilibrio dei litorali, alla stabilizzazione della costa alta, al miglioramento della qualità delle acque costiere, alla difesa e valorizzazione degli habitat marini e costieri. La Regione Liguria prevede di realizzare il Piano tra il 2018 e il 2019. Il tratto interessato va da punta Baffe, in Comune di Moneglia, al confine amministrativo con la Toscana. L’incontro, introdotto da Ilaria Fasce (Dirigente del Settore Ecosistema Costiero e Acque del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria), ha visto la partecipazione di Carlo Cavallo e Stefano Coppo (funzionari del settore Ecosistema Costiero e Acque del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria) che hanno illustrato nel dettaglio la portata geografica del Piano e le tematiche che verranno affrontate nella relazione ambientale. Il PTAMC comprenderà in primis una parte conoscitiva, con le nozioni riguardanti in particolare: il moto ondoso; le batimetrie e la dinamica sedimentaria; l’apporto di sedimenti dai corsi d’acqua; la dinamica delle coste alte; gli habitat e gli ecosistemi marino-costieri; la presenza di opere costiere (per esempio porti turistici). Seguirà una parte dedicata alla normativa e il piano degli interventi. La decisione dell’Amministrazione Regionale di dotarsi di uno strumento come il PTAMC risponde alla necessità di adottare un approccio di carattere preventivo rispetto agli interventi che possono o non possono essere realizzati, stabilendo a monte – sulla base delle evidenze scientifiche – quali sono le criticità e le fragilità del territorio visto nel suo insieme.

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