Cultura Libri

LA STORIA NON VA IN VACANZA

Cosa leggere sotto l'ombrellone...

di Guido Ghersi 

Due studiosi levantesi, il Prof. Aldo Viviani e la ricercatrice Valeria Zattera, di recente, hanno pubblicato il volume “La caratata di Monterosso del 1642“, un’opera di ben 405 pagine quale “contributo alla storia del territorio“. Il volume, è stato presentato inizialmente nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Monterosso al Mare, alla metà del mese di Marzo, con una introduzione di Diego Moreno, docente dell’Università di Genova. E’ stato poi illustrato in altre paesi della Riviera Spezzina ed è stato sponsorizzato dal Comune di Monterosso al Mare e dalla “Mostra permanente della cultura materiale” di Levanto. Dopo le presentazioni del Sindaco Emanuele Moggia e di Vincenzo Resasco Presidente f.f. del Parco Nazionale delle Cinque Terre, abbiamo visto che il libro si compone di tre parti con “appendici”. Il volume rappresenta un importante contributo alla storia del territorio, un viaggio alle radici del legame con in paesaggio agricolo; è una preziosa testimonianza che racconta le origini del paese più importante delle Cinque Terre e riporta i cognomi storici e le famiglie del borgo marinaro, le chiese e le cappelle, oltre la toponomastica. La memoria e le tradizioni di una comunità, i valori che contribuiscono a definire l’identità di una persona quale membro di una società, sono beni che occorre riguadagnare quotidianamente con desiderio, fatica ed amore. La trasmissione della memoria richiede un costante impegno per poter essere tramandata con consapevolezza dal passato al futuro. Il libro è un catasto generale del territorio del paese conservato presso l’Archivio di Stato di Genova.

Nella prima parte del volume viene descritta la situazione storica di Monterosso alla metà del XVII secolo in riferimento alle principali famiglie e alle locali istituzioni. Quindi viene analizzato l’assetto del territorio in relazione alle colture presenti (vigneto, oliveto, castagneto e gelseto) e alla consistenza della proprietà individuale. Ampio spazio poi dedicato alla toponomastica e al tipo di proprietà censite, con tabelle e schede che illustrano i vari aspetti della realtà territoriale ed insediativa dell’epoca. Poi nella seconda parte il volume riporta la trascrizione completa della “caratata” (ovvero la stima dei beni stabili) con l’elenco dei proprietari. Il Sindaco di Monterosso, Emanuele Moggia ha così commentato l’opera: “La lettura dell’opera offre un importante stimolo per ravvivare nei monterossini un sincero interesse per le radici del paese oltre al piacere delle ricerche della memoria delle origini monterossine.”

NB. Certamente la parola “caratata” ha sorpreso molti lettori. Il termine “caratata” deriva dal verbo “caratare” che significa “pesare a carati”. Il “carate” era un’unità di misura del titolo dell’oro, equivalente alla 24ª parte di contenuto in oro puro a 24 carati.

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