Le voci del territorio

QUALE CULTURA

di Gianluca Castellini 

L’Unesco è l’organizzazione creata dalle Nazioni Unite subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, avente per fine dominante l’”educazione, la scienza e la cultura”, con lo scopo di promuovere la pace, l’istruzione, l’informazione, la giustizia tra i popoli. I firmatari furono allora solo venti Paesi, oggi gli aderenti sono ben 167.1073, sono i siti attualmente protetti dall’organizzazione, 832 culturali, 206 naturali e 35 misti. Il Paese con il maggior numero di siti è l’Italia, che ne conta ben 53, tra cui Le Cinque Terre, Portovenere e le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Ma nonostante i progressi raggiunti dal ministro Franceschini, con l’istituzione della giornata gratuita nei musei la prima Domenica del mese, attraverso una conduzione più oculata dei maggiori centri culturali, con la possibilità per i privati di sgravi fiscali su investimenti nel settore, l’occupazione nel campo dei “Beni Culturali” è ancora limitato e carente, il nostro Paese infatti occupa un misero 19° posto a livello comunitario. Possediamo oltre il 70% del patrimonio artistico mondiale e non lo valutiamo abbastanza, facendone un positivo strumento di richiamo turistico e di possibilità occupazionale per i nostri giovani. In realtà molti laureati o laureandi sono utilizzati nel settore, ma spesso senza tutele, al limite dello sfruttamento, con la prospettiva o più spesso la vana speranza di un assunzione a tempo pieno. E pensare che abbiamo un esercito di specializzati nel campo della cultura, pronti e preparati, occorre la volontà politica per meglio utilizzarli, comprendendo che la cultura soprattutto in un Paese ricco di beni come il nostro “può dare da mangiare”, superando la carenza di fondi con una sinergia più efficace tra pubblico e privato, aumentando gli sgravi fiscali all’industria che investe nei “Beni culturali” e concedendo i suoi spazi ove possibile per spettacoli, concerti, sfilate di moda, pubblicità e manifestazioni varie, come già avviene per esempio all’Arena di Verona. Una ricchezza tramandatici da chi ci ha preceduto, da tutelare e proteggere efficacemente e gelosamente, ma anche da non considerare una cosa “morta”, al contrario da rendere vitale e fruibile a tutti, perché tutti godano a pieno di questa bellezza. Occasione sicura in questi termini, attraverso una politica accorta, di benessere economico, occupazione e ricchezza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.