Turisti a casa propria

PIC – NIC SUL MONTE PENNA

di Sara Zoppi 

Dopo un marzo più birichino del solito, è finalmente arrivato il momento di godersi la Primavera all’aria aperta e in mezzo alla natura, per apprezzare ancora di più il vantaggio di vivere in un territorio così bello e vario.

L’itinerario escursionistico qui proposto mette d’accordo tutti, in quanto, scegliendo due sentieri di difficoltà diversa, si raggiunge la stessa meta per un pic-nic in quota su uno dei monti più alti della Liguria, il Monte Penna (1735 m), collocato nel Parco Naturale Regionale dell’Aveto. Per intraprendere entrambi i percorsi occorre raggiungere con la macchina Santo Stefano d’Aveto, paesino di montagna d’Appennino, che si contraddistingue per i suoi sapori genuini e i profumi autentici, avvolto da un’aria frizzantina e stimolante. Il consiglio é quello di fermarsi a comprare un pezzo di focaccia croccante e unta al punto giusto o un cestino di biscotti appena sfornati dalla Pasticceria Chiesa, nella via centrale del paese. Da Santo Stefano si prende la SP Foresta del Penna e in un quarto d’ora di macchina si arriva al rifugio Casermette, dove inizia il percorso che sale gradualmente verso la vetta, senza alcuna difficoltà. I camminatori più esperti e avventurieri possono lasciare la macchina al Passo del Chiodo e intraprendere il percorso ad anello (sentiero A5 detto anche Anello del Monte Penna) che si snoda in gran parte all’interno di una splendida faggeta. Dal passo del Chiodo si arriva in poco tempo alla stretta valle denominata “la Nave”, per la sua forma caratteristica che ricorda la chiglia di un’imbarcazione. L’origine di questa conca è glaciale e in parte è stata colmata da una frana di scivolamento in roccia. Dalla Nave si inizia a salire e, superata la piccola sella che divide il Monte Pennino dal Penna, è presente un piccolo tratto attrezzato con una catena fissa, una breve ferrata per scalare il versante nord del monte, che richiede una certa prudenza e preparazione atletica. Una volta arrivati in cima la fatica è premiata da un panorama fantastico: nelle giornate terse, lo sguardo può spingersi fino all’arcipelago toscano, alla Corsica e all’arco alpino occidentale (Monviso, Cervino, Monte Rosa e Monte Bernina). Sulla sommità del Monte Penna trovano posto una statua dedicata alla Madonna di San Marco, protettrice delle valli del Taro e del Ceno, che ha da poco festeggiato 80 anni e una Cappelletta che, in caso di bisogno, può offrire riparo. Al suo interno sono custodite foto, scritte, dediche e nomi di persone che sono passate da lì. La discesa avviene lungo il sentiero, segnato con un quadrato e una croce gialla, che attraverso la faggeta, porta al passo  dell’Incisa, importante crocevia per i Liguri Veleiati (stanziati nel II millennio a.C. sul territorio che oggi comprende le provincie di Piacenza e Parma). Dal Passo dell’Incisa si segue la strada sterrata che conduce al Rifugio Casermette del Monte Penna. Per completare sia il percorso ad anello (sentiero A5) che il sentiero che parte e ritorna al Rifugio Casermette occorrono circa due ore di cammino. Per chiudere in bellezza la giornata ci si può concedere un po’ di relax nel prato antistante il rifugio, frequentato nelle belle giornate da famiglie con bambini, gruppi di ragazzi e giovani coppie. Inoltre il rifugio, aperto tutto l’anno, presenta nel menu piatti invitanti e genuini per una cena dai sapori semplici. Se non si ha ancora abbastanza della tranquillità e del panorama che il posto offre, si può trascorrere la notte in una delle camera della struttura.

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